MEDEA di EURIPIDE

July 13 - 2017  

Una straordinaria MEDEA è andata in scena ieri sera nel Chiostro del Complesso Monumentale del San Giovanni, gremito in ogni ordine di posti con un “tutto esaurito” che si rinnova ad ogni rappresentazione del Teatro di Calabria, ma che sta delineando il profilo di un pubblico appassionato e fedele che segue con grande attenzione una programmazione su cui pochi, pochissimi, avrebbero scommesso qualche anno fa. Riempire la platea offrendo il teatro classico a Catanzaro, nel centro storico e nel periodo estivo, era una scommessa che, a distanza di quattro anni, si può dire vinta. Un lavoro attento, quello del Teatro di Calabria, portato avanti con passione, amore, dedizione, generosità con l'obiettivo di riscoprire l'inestimabile patrimonio culturale del mondo classico e donare nuovamente alla rappresentazione teatrale una chiara funzione didattica e civile. L'intenzione a lungo termine è di creare una tradizione di teatro classico nel capoluogo calabrese, trasformando Catanzaro in un polo di attrazione culturale d'eccellenza nel Meridione. Come dichiarato dal Presidente del TdC, Anna Melania Corrado, a margine dello spettacolo: “I presupposti ci sono tutti: la nostra terra, culla della Magna Grecia, vanta un'identità storica ed artistica forte ma che deve essere adeguatamente valorizzata e condivisa, in special modo dalle nuove generazioni. Il Teatro classico, attraverso i suoi principi di universalità e atemporalità, è in grado di donare nuova linfa ad una coscienza civile sopita”.

Dopo un debutto eccellente, con un tutto esaurito registrato per “Titan – I fuochi di Prometeo” e un ottimo riscontro da parte del pubblico accorso da tutta la Regione, Græcalis prosegue dunque portando in scena la seconda tragedia prevista nel cartellone di quest'anno: MEDEA di Euripide.

L'opera, forse tra le più conosciute della classicità,  rappresenta uno dei vertici dell’arte drammatica di ogni tempo perché in questa tragedia viene operato uno scavo profondissimo dell’animo femminile, sospeso tra amore ed odio. Lei, barbara, non conosce la moderazione e l’equilibrio della civiltà greca: è istinto privo di ragione e riesce a placarsi solo con l’infelicità altrui. Personaggio terribile e controverso, Medea rappresenta ancora oggi la più acuta analisi della psiche femminile incarnata in modo eccellente sulla scena da Mariarita Albanese. Con lei, sulla scena, il camaleontico Salvatore Venuto, attore dotato di grande lirismo e capace di emozionare incantando tutti gli spettatori, insieme a tutto il cast formato dai bravissimi Paolo Formoso, Alessandra Macchioni, Marta Parise, Anna Maria Corea con la partecipazione straordinaria del maetro Francesco Piro. Una nota di pregio per il coro formato da Cinzia Argirò, Faustina Bagnato, Carmen Chiriaco, Alba Maria Citriniti, Mariarita Guaragna e Rita Loprete. Particolare attenzione è stata data alla cura dei testi dal prof. Luigi La Rosa, autore stimato e amato. Il caloroso pubblico presente ha potuto infine notare la grande cura dei dettagli e la bellezza degli sfarzosi costumi di scena, curati dallo stesso Aldo Conforto che, oltre a regista e attore, veste anche il ruolo di

Costumista, nonchè del trucco di scena curato da Dalila Imperiale, il suggestivo impianto luci di Maurizio Rafele e la bellezza della scena, resa in tutta la sua grazia e tragicità, grazie al Direttore della fotografia Franco Mazza.

E’ da rilevare, in ultimo, che la rassegna GRÆCALIS - iniziata il 5 Luglio - per l’edizione 2017 vanta alcune importanti novità, all'insegna della creazione di virtuose sinergie con le realtà artistiche e culturali del territorio. Oltre alle collaborazioni storiche con La Fondazione Rocco Guglielmo e l’Accademia di Belle Arti di Catanzaro, particolarmente rilevante è la collaborazione intrapresa con l'Architetto Oreste Sergi Pirrò, con l'artista Cesare Citriniti, con la scuola di danza “Maison d'Art” del M. Francesco Piro e con Giulio De Carlo, autore delle musiche originali delle due opere.

 

Note sull’opera

Medea rappresenta uno dei vertici dell’arte drammatica di ogni tempo perché in questa tragedia viene operato uno scavo profondissimo dell’animo femminile, sospeso tra amore ed odio. Medea, pur non priva di ragioni, esacerbata dalla mediocrità di chi le sta intorno, tradita nei suoi affetti più cari, volge all’odio tutti i suoi pensieri fino a compiere delitti e ad armare la mano contro i propri figli. Lei, barbara, non conosce la moderazione e l’equilibrio della civiltà greca: è istinto privo di ragione e riesce a placarsi solo con l’infelicità altrui. Personaggio terribile e controverso, Medea rappresenta ancora oggi la più acuta analisi della psiche femminile.

L’Opera mette in scena una serie di riflessioni che testimoniano del momento di crisi della Civiltà greca. Se è condannabile il mondo barbaro, istintuale e primitivo, anche la cosiddetta Civiltà si presenta ricca di ipocrisia, di falsità e di dispersione dei valori.

L’unico elemento positivo che emerge, profondamente ricco di umanità, è il coro delle donne corinzie che riesce a contemperare la spontanea adesione al dramma di Medea con la superiore etica dei sentimenti nobili.

Simbolo di questa differenza è il Sole che, per Medea è luce accecante di vendetta e per il Coro, al contrario, è raggio capace di illuminare le menti e inclinarle verso la Giustizia.

 

Note di regia

La rappresentazione scenica di un’opera di fama immortale quale è Medea comporta un approccio graduale e globale anche dal punto di vista registico.

Cuore della tragedia è l’incomunicabilità tra mondi e sentimenti radicalmente opposti. Le calligrafie che dominano lo spazio scenico rappresentano il “muro” sul quale inevitabilmente si infrangono e si confondono i codici etici, le usanze e i tabù della terra di Colchide -patria di Medea- e le leggi sacre e umane, espressione della città di Corinto.

Medea è donna, madre, moglie e maga ma, prima di tutto sulla scena è principalmente una straniera, incapace di adeguarsi ai costumi della terra che la ospita. Ella Indossa fieramente le vesti e gli ornamenti sfarzosi, elementi simbolici della sua cupa fama e della sua condizione di barbara, in evidente contrapposizione con  i costumi degli altri personaggi, espressione dell’armonia ellenica. La scena, scabra e con pochi, essenziali elementi lignei, si propone come uno spazio volutamente vuoto in cui Medea getta il seme del proprio dramma e ne alimenta la crescita tragica, davanti ad un coro di donne Corinzie che fanno da dolente e sconcertato sfondo alla furia della principessa di Colchide.

Le musiche, frutto di una elaborata ricerca, mirano a rappresentare le armonie dissonanti tra la complessità d’animo di Medea e la grandiosa partecipazione emotiva del coro alle vicende narrate nel corso della tragedia.

 

*** I prossimi appuntamenti ***

26 e 27 luglio ore 21:00

TITAN, I fuochi di Prometeo

Complesso Monumentale del San Giovanni

 

1 e 2 agosto ore 21:00

MEDEA di Euripide

Complesso Monumentale del San Giovanni

 

3 agosto ore 21:00

CASTA DIVA, omaggio a Maria Callas

Con Barbara Luccini (soprano) e Annalisa Critelli (pianista)

Presenta Alberto Paloscia, Direttore Artistico Teatro Goldoni di Livorno