La Voce delle Erinni

Marta   26 Gennaio - 2019  

In “Eumenidi” tragedia conclusiva della trilogia di Eschilo nota come “Orestea”, vere protagoniste dell'opera sono le Erinni (o Furie), le antiche dee della Vendetta che perseguitano il giovane Oreste, colpevole di aver ucciso la madre Clitemnestra.

La mitologia ed Eschilo descrivono questi esseri come creature mostruose. La stessa Sacerdotessa di Apollo, sconvolta dirà che sono:

“una schiera di femmine mostruose:
non femmine, ma belve io le chiamo.
Sono senz’ali e nere e tutte lorde:
russano con aliti ammorbanti,
e sangue marcio giú dai cigli colano.”

Nate dalla madre Notte, le Erinni compiono un atto di primitiva e cruenta Giustizia, perseguitando fino alla pazzia coloro i quali si sono macchiati di delitti di sangue, in particolar modo contro la
propria famiglia o “Ghenos”. Ma cosa significa, dal punto di vista teatrale, “essere” un'Erinni? Lo abbiamo chiesto ai membri della Compagnia del Teatro di Calabria che, quest'anno, hanno composto la schiera del coro di Eumenidi, trasformandosi nelle “femmine mostruose” di cui parla Eschilo.

Innanzitutto, l'approccio al copione, come afferma Marta “ll viaggio di costruzione del personaggio è partito, come ogni opera portata in scena per il TdC, dall'analisi del testo e del sottotesto. Tra i versi abbiamo rintracciato gli elementi utili a disegnare il profilo di queste creature d'ombra, infernali e animate da una furia cieca di vendetta. Sono bastati pochi versi per capire che il lavoro di preparazione di questo personaggio sarebbe stato diverso dal solito, perché tante sarebbero state le dimensioni artistiche necessarie a dar vita alle Erinni, cosi come pensate e volute dal regista e
dall'autore. 
Dentro doveva esserci tutto: movimento del corpo, ritmo, danza, canto, utilizzo della maschera e recitazione.”

Dall'analisi tecnica si è poi passati alla ricerca del “mood” degli spunti creativi, della costruzione del non-verbale. Tanti gli stimoli raccolti: Bunty - interprete in scena delle coreografie create per la
Danza della Follia” parla di “Pina Bausch e dei lavori del coreografo belga Damien Jalet, dalla musica classica al mondo videoludico.  Tutti stimoli che mi hanno portato a focalizzare l'attenzione su atteggiamenti negativi, su un mood cupo e sadico, rancoroso e distorto, sconnesso e dissonante, che ho cercato di trasmettere anche alla mia coreografia”. 

Parte fondamentale ed identificativa del personaggio - Erinni è, nella volontà del regista Aldo Conforto, la maschera: “È stato come indossare un volto fisso, con lineamenti e sguardo fisso. Un volto finto, immobile che sembra mobile solo a grazie al potere evocativo della parola e del gesto. Ed è proprio la rigidità della maschera che deve essere governata dall'attore”, afferma ancora Marta.

Dopo aver confezionato lo scheletro tecnico, averlo vestito di costumi spaventosi e di maschere inquietanti, dopo aver ricercato le trame per costruire l'ordito del personaggio, bisogna riempire quello scheletro di passioni, di sentimenti, di percezioni. Bisogna “essere” Erinni.

Su questo, Alessandra non ha dubbi: “Può esserci una parola che racchiuda in sé tutto l’universo di questo personaggio? Rabbia, forza, desiderio di vendetta, senso di giustizia tribale. Cercare dentro, nel profondo di se stessi, tante di queste cose, incanalarle, esprimerle in una sostanza di impatto verbale, fisico, emotivo.

Anna Maria, parla di “sfida”: “Sentimenti di vendetta, di odio, di prepotenza, di affermazione di principi, costi quel che costi. Sentimenti che è difficile ritrovare nella propria anima perché decisamente discordanti con le emozioni che ci accompagnano nel quotidiano della nostra vita. Entrare in contatto con questo personaggio, scavare alla ricerca di quei sentimenti arcaici non è stato facile. Abbiamo cercato di restituire al pubblico quei pezzi di creature mostruose così subdole e scivolose, così difficili da sostenere e mantenere nella recitazione, una volta afferrate.”

Un caleidoscopio di interpretazioni, di voci e di pensieri che dimostrano quanto profondo sia il segno lasciato negli interpreti che hanno prestato corpo, voce e anima a queste creature orrende, portatrici di Follia ma anche di Giustizia, potenti e antiche. Come la Vendetta. Come la Notte stessa.

Ti aspettiamo il 16 Febbraio!