GRÆCALIS 2016

EDIPO RE 

Edipo Re è la tragedia portata in scena dal Teatro di Calabria per il III  CICLO DI RAPPRESENTAZIONI CLASSICHE "GRAECALIS – il vento della parola antica".

Il punto focale della vicenda è la figura di Edipo, uomo di riconosciuta saggezza, il cui terribile destino lo rende al tempo stesso inconsapevole carnefice e vittima colpevole. La tragicità della conoscenza, l'eterna lotta tra Volontà divina e responsabilità individuale e la fragilità della figura umana rendono tale opera una delle pietre miliari del pensiero filosofico ed etico universale.

Elemento chiave dell'intera opera  è il contrasto "Luce / Oscurità", magistralmente espresso sulla scena nel confronto tra Edipo e l'indovino Tiresia: Edipo, dotato di vista, è incapace di scorgere l'orrenda verità che macchia la sua anima e di vedere le ombre del suo passato. Tiresia, cieco solo fisicamente, ha il dono di poter scrutare chiaramente tra le pieghe del destino, provando dolore e orrore per il peso del sapere. La Luce dunque, simbolo del dio Apollo, acquista in questa opera una doppia valenza: essa è al contempo "Splendente" (Φοîβος) e "Paurosa"(Φóβος). 

Note di Regia

Più che in ogni altra tragedia, in "Edipo Re" la Parola riveste un ruolo di primaria importanza: il pensiero e la forza comunicativa racchiuse in esse rendono il Logos l'elemento cruciale dell'intera tragedia.

La sfida registica è dunque rappresentata dall' armonizzare alla perfezione la Parola, il Gesto e l'Emozione: tre componenti essenziali per trasmettere allo spettatore l'organicità dell' opera, eliminando dunque ogni elemento accessorio e potenzialmente distraente e irrispettoso nei confronti della finalità originale della Tragedia.

La scena appare spoglia, pochi elementi lignei servono a stilizzare un' idea di spazio d'incontro e scontro all'interno del quale si svolge il dramma - sottolineato anche dalla frammentazione degli spazi e dai numerosi livelli presenti sul palco.
I personaggi si stagliano sulla scena, sacrali e austeri, quasi fossero maschere essi stessi - in tale senso si sviluppa la scelta operata sui costumi.

Il commento musicale, ricco di archi, fiati e percussioni, sottolinea efficacemente il crescendo di angoscia e tormento che anima l'intera opera.
 

CAST

Salvatore Venuto
Paolo Formoso
Alessandra Macchioni
Mariarita Albanese
Marta Parise
Anna Maria Corea
Faustina Bagnato
Clizia Argirò

Allievi della Scuola di Danza “Maison d'Art” del M. Francesco Piro
Eugenio Dario Mirante Francesca Mensica Alessia Broccardo Teresa Gigliotti Celeste Cittadino

Riduzione a cura di
Luigi La Rosa

REGIA
Aldo Conforto

 

Service: Maurizio Rafele

Per le gli scatti fotografici si ringraziano:
Danilo Dassara

Gianluca Posella

Francesco Lucia

Matteo Parise

Tommaso Corea

Francesco Raso

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